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Il paese è collocato su un rilievo dell'Acrocoro lucano, al
confine del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. In direzione
sud-ovest ha di fronte la catena dei monti Alburni al di là
della quale si trova il mare di Paestum ed il golfo di Salerno.
Secondo
un racconto mitologico i monti Alburni (nella parlata locale culùo-nn)
sono sede dei Titani che qui si sarebbero rifugiati dal mar Tirreno
per sfuggire all'ira di Nettuno. Secondo una laggenda locale ad ogni
terremoto i Titani si spostano verso est, proprio nella direzione
del paese.
Dalla
contrada "Marevicino", posta ad ovest del centro abitato,
grazie alla sua notevole altezza (828 m s.l.m.) in estate, al tramonto
e quando l'orizzonte è limpido, si può scorgere il riflesso
del sole sul mare, ad oltre 40 km di distanza in linea d'aria. Ai
piedi del rilievo su cui sorge l'abitato, la zona pianeggiante, di
natura paludosa, è denominata "Lago". Nel fondovalle
scorrono i fiumi Melandro e Tanagro. In tutto il territorio sono presenti
oltre venti fonti, ben distribuite tra le diverse contrade.
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